Classe 1979, bresciano, Nicola Bonera ora siede sul "trono" che lo scorso anno è stato di Ivano Antonini. Ufficialmente, è il miglior sommelier italiano per l'Associazione Italiana Sommelier. Sofferta la vittoria, con due avversari altrettanto bravi quali Niccoló Bau e Gabriele del Carlo.
È Nicola Bonera (nella foto) il miglior sommelier d'Italia 2010. Trentuno anni, nato a Brescia, lavora come wine consultant per diversi ristoranti ed enoteche. Bonera ha vinto il Premio Franciacorta, aggiudicandosi la competizione svoltasi a Perugia nel Teatro del Pavone in occasione del 44° Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana Sommeliers. Nel corso di una sfida serrata ha preceduto Gabriele Del Carlo e Niccolò Baù.
L'edizione 2010 ha visto la partecipazione alle semifinali di ben 16 sommelier, a dimostrazione degli ottimi risultati che l'Ais sta raccogliendo con i corsi didattici diffusi su tutto il territorio nazionale. «Il livello medio di preparazione dei candidati è stato molto elevato, come dimostrano i punteggi ottenuti nel corso delle semifinali. Come in tutti i concorsi il vincitore è uno solo - ha dichiarato il presidente dell'Ais Terenzio Medri - ma mai come in questo caso voglio sottolineare la professionalità di tutti i concorrenti. È la strada che abbiamo intrapreso negli ultimi anni, che ha portato i sommelier a interpretare il ruolo di comunicatori delle eccellenze del grande vigneto italiano».
Il prestigioso trofeo è stato consegnato da Maurizio Zanella, presidente del Consorzio per la Tutela del Franciacorta, al termine della finale di sabato 2 ottobre.
Complimenti al bravo Nicola per il meritato successo!!!!!!!!!
lunedì 4 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
I Vini d'Italia 2011 de L'Espresso
Il Piemonte con 57 eccellenze e la Toscana con 41 mantengono la leadership, ma non mancano i migliori acquisti e i 50 outsider. Con 28 eccellenze è ancora il Barolo a detenere lo scettro del re dei vini italiani. Ma il vino con il punteggio più alto (20/20) è sardo: Malvasia di Bosa 2006 di Columbu.
È il Piemonte la regione italiana che domina senza rivali la classifica dei vini pregiati italiani. Lo decreta la "Guida I Vini d'Italia 2011" dell'Espresso, da domani 1° ottobre in libreria con una nuova veste grafica. La proclamazione del Piemonte è avvenuta dopo che i tecnici della Guida hanno sottoposto a esame ben 20mila vini su tutto il territorio nazionale, di cui circa 10mila sono stati selezionati. Sul podio, in seconda posizione, siede saldamente la Toscana. Ma se queste due regioni da sempre mantengono il primato dell'eccellenza italiana, da qualche tempo a questa parte si registra una piacevole novità: molte regioni hanno aumentato notevolmente il livello qualitativo dei loro prodotti.
Giunta alla sua decima edizione, la Guida I Vini d’Italia dell’Espresso, con una nuova veste grafica ancora più chiara e attraente, offre un prezioso resoconto puntuale e dettagliato dell’attualità vinicola del nostro paese. Un volume di agile formato e facile consultazione che sottopone la produzione enologica nazionale ad un’analisi attenta e sistematica. Non mancano le informazioni di carattere generale con un’interessante introduzione alla degustazione che si aggiunge alle indicazioni sulla conservazione e sul servizio del vino, ai consigli per l’abbinamento con il cibo, senza dimenticare la presenza di un utile repertorio delle denominazioni di origine, di un glossario tecnico e l’utilissimo corredo costituito dalle “cartine” a colori delle principali denominazioni, inserite all’inizio delle pagine riservate ad ogni regione. Una serie di ragguagli, forse superflui per i conoscitori più evoluti, ma indispensabili per tutti coloro che si avvicinano con curiosità al vino e desiderano saperne di più. Ed è al grande pubblico di consumatori e appassionati che si rivolge con linguaggio diretto e immediato I Vini d’Italia senza rinunciare a rappresentare uno strumento indispensabile anche per gli operatori del settore in virtù del ricco corredo di notizie e dati messi a disposizione con una veste grafica chiara ed attraente.
Il nucleo centrale della Guida 2011, dedicato alla recensione di vini e aziende, raccoglie 2.580 produttori, suddivisi per regioni e disposti in ordine alfabetico. Le aziende di maggiore rilevanza qualitativa sono segnalate dall’attribuzione di stelle (da una a tre) in funzione della loro continuità nel corso degli anni. Nell’edizione 2011 sono state assegnate a 382 produttori, tra i quali 14 classificati con la massima valutazione di tre stelle. Particolare attenzione è stata rivolta proprio ai prodotti dal rapporto qualità/prezzo favorevole con il riepilogo dei “migliori acquisti” di ogni regione. Con la menzione speciale de “I 50 outsider” sono stati selezionati i migliori vini delle denominazioni o tipologie che si sono particolarmente distinte negli assaggi pur senza raggiungere livelli d’eccellenza. In questa lista sono appunto segnalati vini come il miglior Lambrusco, Prosecco o Santa Maddalena, che magari non potranno essere considerati “grandi” in assoluto ma che grandi lo sono comunque per bevibilità e dignità. La massima classificazione è invece costituita da I Vini dell’Eccellenza, distinta dal simbolo delle cinque bottiglie corrispondenti ad un punteggio di almeno 18/20. La Guida 2011 ne attribuisce 231, un numero record che supera di 17 unità quelle della precedente edizione.
Un risultato che deriva da una crescita complessiva del movimento enologico nazionale e che, rispetto al recente passato, non è più dominato dalla presenza di vini piemontesi e toscani. Certo, il Piemonte, con 57 eccellenze, e la Toscana, con 41, mantengono la loro leadership ma oggi si muovono con sempre maggiore autorit zone e tipologie considerate fino a poco tempo fa solo marginali. Con 28 eccellenze è ancora il Barolo a detenere lo scettro del re dei vini italiani, ma tutte le tipologie classiche, dal Barbaresco al Brunello di Montalcino, dall Amarone al Chianti Classico o al Taurasi, confermano il loro valore. E ancora più incisivamente che nel passato consolidano la loro reputazione (come scriviamo da tempo) gli affascinanti rossi dell Etna e i Nebbiolo del Nord Piemonte, amplificano la loro presenza i Montepulciano d Abruzzo, gli Aglianico del Vulture, i rossi della Valtellina. Escono allo scoperto i Cannonau sardi, i Primitivo pugliesi e, novit assoluta, perfino i Cesanese laziali. Confermano i segnali di rinascita qualitativa sia i Lambrusco emiliani che i rossi calabresi e, addirittura, valdostani.
E se non mancano riscontri positivi dal Vino Nobile, dal Rosso di Montalcino e dal Sagrantino di Montefalco, una risposta all egemonia dei vitigni autoctoni giunge dall exploit dei tagli da cabernet e merlot bolgheresi e altoatesini. La spumantistica nazionale si affida ancora alle bollicine della Franciacorta (5 eccellenze) e del Trentino (2), mentre sul fronte dei bianchi la scena è dominata dai vini dell Alto Adige, mai cos numerosi e agguerriti (è la terza regione in assoluto con 27 eccellenze complessive), seguita da una serie di probanti conferma che arrivano dal Friuli (7 eccellenze), dal Soave, dal Gavi, dal Verdicchio, dai bianchi di San Gimignano, dal Greco di Tufo, per finire con il sorprendente successo dei Vermentino sardi.
Ed è proprio la Sardegna a guidare la consistente pattuglia dei vini dolci italici, anzi a capeggiare tutte le classifiche con la sublime Malvasia di Bosa 2006 di Columbu. Restando in tema di punteggi piazzano un fantastico colpo da 19.5 solo quattro vini: il Barolo Monfortino 2002 di Giacomo Conterno, il Barolo Monprivato C d Morissio Riserva 2003 di Giuseppe Mascarello e Figlio, Il Caberlot 2007 del Podere Il Carnasciale, per finire con lo splendida annata 2007 de Le Pergole Torte di Montevertine. A quota 19/20 troviamo il bianco Manna di Franz Haas, un solido gruppo di piemontesi (il Barbaresco Paj 2004 di Roagna, il Barolo 2006 di Bartolo Mascarello, i Barolo Cannubi S. Lorenzo Ravera e il Brunate Le Coste di Giuseppe Rinaldi), il Valtellina Sassella Riserva Rocce Rosse 1999 di AR.PE.PE, il Montepulciano d Abruzzo 2007 di Emidio Pepe, l etneo Contrada Rampante 2008 di Passopisciaro e, infine, il Cannonau di Sardegna S Annada 2008 di Giuseppe Sedilesu.
I vini dell’Eccellenza (5 bottiglie)
Valle d’Aosta
rossi18 Valle d’Aosta Arnad-Montjovet Superiore 2006 La Kiuva
18 Valle d’Aosta Pinot Nero 2008 Ottin Elio
Piemonte
bianchi
18.5 Gavi Pisé 2008 La Raia
18.5 Langhe Bianco Hérzu 2008 Germano Ettore
18 Gavi del comune di Gavi Bruno Broglia 2009 Broglia Gian Piero
18 Gavi Minaia 2009 Martinetti Franco M.
dolci
18 Moscato d’Asti 2009 Saracco Paolo
rossi
19.5 Barolo Monprivato Cà d’Morissio Riserva 2003 Mascarello Giuseppe e Figlio
19.5 Barolo Riserva Monfortino 2002 Conterno Giacomo
19 Barbaresco Pajé 2004 Roagna
19 Barolo 2006 Mascarello Bartolo
19 Barolo Brunate – Le Coste 2006 Rinaldi Giuseppe
19 Barolo Cannubi S. Lorenzo – Ravera 2006 Rinaldi Giuseppe
18.5 Barbaresco Asili di Barbaresco 2007 Giacosa Bruno
18.5 Barbaresco Campo Quadro 2007 Punset
18.5 Barbaresco Gaiun Martinenga 2006 Cisa Asinari
18.5 Barbaresco Montefico 2005 Roagna
18.5 Barbaresco Rizzi 2006 Rizzi
18.5 Barolo Acclivi 2006 Burlotto G. B.
18.5 Barolo Bricco Boschis Riserva Vigna San Giuseppe 2004 Cavallotto
18.5 Barolo Brunate 2006 Marengo Mario
18.5 Barolo Cerretta 2006 Germano Ettore
18.5 Barolo Ciabot Tanasio 2006 Sobrero Francesco e Figli
18.5 Barolo Riserva Bussia Cascina Dardi 2004 Fantino Alessandro e Gian Natale
18.5 Barolo Riserva Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba 2004 Giacosa Bruno
18.5 Barolo Rocche 2006 Brovia Fratelli
18.5 Barolo Rocche 2006 Settimo Aurelio
18.5 Carema Etichetta Nera 2005 Ferrando e C.
18.5 Dogliani Sirì D’Jermu 2008 Pecchenino Fratelli
18.5 Gattinara Vigneto Castelle 2006 Antoniolo
18.5 Ghemme Signore di Bayard 2004 Antichi Vigneti di Cantalupo
18 Barbaresco 2007 Gaja
18 Barbaresco Asili 2005 Roagna
18 Barbaresco Basarin Vigna Gianmaté 2007 Giacosa Fratelli
18 Barbaresco Rabajà 2007 Cortese Giuseppe
18 Barbaresco Rabajà 2007 Rocca Bruno – Rabajà
18 Barbaresco Riserva Vigneti in Ovello 2005 Produttori del Barbaresco
18 Barbaresco Santo Stefano 2007 Castello di Neive
18 Barbera d’Asti Bricco dell’Uccellone 2008 Braida
18 Barbera d’Asti Superiore Muascae Massimo Pastura 2007 La Ghersa
18 Barolo Bricco Rocche 2006 Ceretto
18 Barolo Cannubi Boschis 2006 Sandrone Luciano
18 Barolo Cascina Dardi Bussia 2006 Fantino Alessandro e Gian Natale
18 Barolo Ciabot Mentin Ginestra 2006 Clerico Domenico
18 Barolo Cicala 2006 Conterno Aldo
18 Barolo Garblèt Sue’ 2006 Brovia Fratelli
18 Barolo Gattera 2006 Bovio Gianfranco
18 Barolo Prapò 2006 Schiavenza
18 Barolo Riserva 2004 Borgogno Giacomo & Figli
18 Barolo Riserva Bussia 2004 Fenocchio Giacomo
18 Barolo Riserva Runcot 2004 Grasso Elio
18 Barolo Sorano 2006 Ascheri
18 Barolo Terlo 2006 Einaudi
18 Barolo Vigneto Cerequio 2006 Batasiolo
18 Boca 2006 Le Piane
18 Dogliani Vigna Tecc 2008 Einaudi
18 Lessona 2006 Proprietà Sperino
18 Lessona Omaggio a Quintino Sella 2005 Sella
18 Roero Riserva Mompissano 2007 Cascina Cà Rossa
Liguria
bianchi
18 Colli di Luni Vermentino Costa Marina 2009 Lambruschi Ottaviano
Lombardia
bianchi
18 Lugana Brolettino 2008 Cà dei Frati
rossi
19 Valtellina Superiore Sassella Riserva Rocce Rosse 1999 AR.PE.PE.
18 Valtellina Superiore Giupa 2004 Caven
18 Valtellina Superiore Prestigio 2006 Triacca
spumanti
18.5 Franciacorta Brut Cuvée Annamaria Clementi 2003 Cà del Bosco
18.5 Franciacorta Extra Brut EBB 2006 Il Mosnel
18 Franciacorta Brut 2005 Gatti Enrico
18 Franciacorta Extra Brut Pas Operé Gran Cuvée 2004 Bellavista
18 Franciacorta Pas Dosé Riserva QDE 2004 Il Mosnel
Trentino
bianchi
18 Besler Biank 2005 Pojer & Sandri
dolci
18 Trentino Moscato Rosa 2008 Zeni R.
rossi
18.5 Cabernet Franc Tre Annate Rosi Eugenio
18 Granato 2007 Foradori
spumanti
18.5 Trento Riserva Lunelli 2003 Ferrari
18 Trento Brut Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2001 Ferrari
Alto Adige
bianchi
19 Manna 2008 Haas
18.5 Alto Adige Pinot Bianco 2009 Lun H.
18.5 Alto Adige Sauvignon Schweizer 2008 Haas
18.5 Alto Adige Sauvignon Voglar 2008 Dipoli
18.5 Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva Vorberg 2007 Terlano
18.5 Alto Adige Valle Isarco Veltliner 2009 Nössing Manfred-Hoandlhof
18 Alto Adige Gewürztraminer Brenntal 2008 Cortaccia
18 Alto Adige Müller Thurgau Graun 2009 Cortaccia
18 Alto Adige Pinot Bianco 2009 Gumphof
18 Alto Adige Pinot Bianco 2009 Terlano
18 Alto Adige Terlano Riserva NovaDomus 2007 Terlano
18 Alto Adige Valle Isarco Riesling Kaiton 2009 Kuenhof
18 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2009 Nössing Manfred-Hoandlhof
18 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner Reserve 2008 Pacherhof
18 Alto Adige Valle Isarco Veltliner Praepositus 2009 Abbazia di Novacella
18 Alto Adige Valle Venosta Pinot Bianco Castel Juval 2009 Unterortl – Aurich
18 Enosi 2009 Baron Di Pauli
18 Feldmarschall 2009 Tiefenbrunner
18 Mitterberg Trias 2009 Niedrist Ignaz
dolci
18.5 Alto Adige Moscato Giallo Passito Serenade Castel Giovanelli 2007 Caldaro
18 Alto Adige Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Pasithea Oro 2008 Girlan-Cornaiano
rossi
18 Alto Adige Cabernet Sauvignon Lafòa 2007 Colterenzio
18 Alto Adige Cabernet Sauvignon Laurenz 2008 Waldgries
18 Alto Adige Lagrein Riserva Abtei 2007 Muri – Gries
18 Alto Adige Merlot Riserva Gant 2007 Andriano
18 Alto Adige Pinot Nero Mazzon Riserva 2007 Gottardi Bruno
18 Lamarein 2008 Mayr Josephus – Unterganzner
Veneto
bianchi
18 Breganze Vespaiolo Superiore Vignasilan 2007 Contrà Soarda
18 Soave Classico Contrada Salvarenza Vecchie Vigne 2008 Gini
18 Soave Classico Monte Fiorentine 2009 Ca’ Rugate
18 Soave Classico Vigneti di Foscarino 2008 Inama
dolci
18.5 Recioto della Valpolicella Classico 2008 Bussola Tommaso
18 Passito Corte Durlo 2003 Ca’ Rugate
rossi
18.5 Amarone della Valpolicella Selezione Giuseppe Quintarelli 2000 Quintarelli Giuseppe
18.5 Masari 2007 Masari
18 Amarone della Valpolicella Campo Leon 2005 Latium
18 Amarone della Valpolicella Classico 2004 Zymè
18 Amarone della Valpolicella Classico Stropa 2004 Monte Dall’Ora
18 Colli Euganei Cabernet Sauvignon Irenèo 2007 Conte Emo Capodilista
18 Piave Raboso Gelsaia 2007 Cecchetto Giorgio
Friuli Venezia Giulia
bianchi
18 Carso Vitovska 2008 Zidarich
18 Colli Orientali del Friuli Bianco Sacrisassi 2008 Le Due Terre
18 Colli Orientali del Friuli Friulano 2009 Ermacora Dario e Luciano
18 Collio Bianco Vecchie Vigne 2007 Roncùs
18 Collio Bianco Zuani Vigne 2009 Zuani
18 Collio Friulano 2007 La Castellada
18 Isonzo del Friuli Bianco Vìgnis di Sìris 2007 Drius Mauro
Emilia Romagna
bianchi
18 16 Anime 2008 Vigne dei Boschi
dolci
18.5 Albana di Romagna Passito Riserva AR 2006 Zerbina
18.5 Colli Piacentini Malvasia Passito 2008 Il Negrese
18.5 Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno 2000 Lusignani Alberto
18 Colli Piacentini Vin Santo Albarola Val di Nure 2000 Barattieri di S. Pietro
rossi
18 Barbera Frizzante 2008 Donati Camillo
18 I Casoni 2004 Tenuta La Piccola
18 Lambrusco di Sorbara Frizzante Etichetta Bianca Fermentazione Naturale nm Paltrinieri
18 Rifermentazione Ancestrale 2008 Bellei Francesco & C.
18 Sangiovese di Romagna Riserva Superiore Michelangiòlo 2007 Calonga
Toscana
bianchi
18.5 Il Templare 2006 Montenidoli
18 Vernaccia di San Gimignano Riserva 2007 Panizzi Giovanni
dolci
18.5 Vin Santo del Chianti Rufina 2001 Frascole
18 Sanpetrolo 2001 Petrolo
rossi
19.5 Il Caberlot 2007 Il Carnasciale
19.5 Le Pergole Torte 2007 Montevertine
18.5 Bolgheri Rosso Superiore Ornellaia 2007 Ornellaia
18.5 Bolgheri Sassicaia 2007 San Guido
18.5 Brunello di Montalcino Riserva Piaggione 2004 Salicutti
18.5 Chianti Classico 2007 Riecine
18.5 Chianti Classico Riserva 2005 Castell’in Villa
18.5 Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale 2007 Selvapiana
18.5 Masseto 2007 Ornellaia
18.5 Montevertine 2007 Montevertine
18.5 Poggio de’ Colli 2008 Piaggia
18.5 Rosso di Montalcino 2007 Poggio di Sotto
18.5 Rosso di Montalcino 2007 Stella di Campalto
18 Acciaiolo 2007 Castello d’Albola
18 Bolgheri Rosso Superiore Campo al Fico 2007 I Luoghi
18 Brunello di Montalcino 2005 Poggio di Sotto
18 Brunello di Montalcino 2005 Sesti
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Biondi Santi
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Fuligni
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 La Palazzetta
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Le Potazzine
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Podere Brizio
18 Brunello di Montalcino Riserva 1 2 3 2004 Solaria
18 Campo alla Sughera 2006 Campo alla Sughera
18 Carmignano Riserva Montalbiolo 2007 Ambra
18 Cepparello 2007 Isole e Olena
18 Chianti Classico Riserva 2006 Vecchie Terre di Montefili
18 Chianti Classico Riserva 2007 I Fabbri
18 Chianti Classico Riserva Baron’Ugo 2006 Monteraponi
18 Colline Lucchesi Rosso Tenuta di Valgiano 2007 Valgiano
18 Montecucco Rosso Sacromonte 2007 Potentino
18 Montecucco Sangiovese Grotte Rosse 2007 Salustri Leonardo
18 Pian de’ Guardi 2006 Il Lago
18 Rocca di Frassinello 2008 Rocca di Frassinello
18 Syrah Collezione De Marchi 2006 Isole e Olena
18 Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2006 Il Conventino
18 Vino Nobile di Montepulciano Simposio 2007 Trerose
Marche
bianchi
18.5 Offida Pecorino Fiobbo 2008 Aurora
18 Nur 2008 La Distesa
18 Verdicchio di Matelica 2009 Collestefano
18 Verdicchio di Matelica Vertis 2008 Borgo Paglianetto
rossi
18.5 Kurni 2008 Oasi degli Angeli
18 Erasmo Castelli 2008 Castelli Maria Pia
Umbria
rossi
18 Montefalco Sagrantino Colleallodole 2007 Antano Milziade
18 Montefalco Sagrantino Il Domenico 2005 Adanti
Lazio
rossi
18 Cesanese del Piglio Superiore Tenuta della Ioria 2008 Casale della Ioria
18 Cesanese di Olevano Romano Cirsium 2007 Ciolli
Abruzzo
bianchi
18 Trebbiano d’Abruzzo Castello di Semivicoli 2008 Masciarelli
rossi
19 Montepulciano d’Abruzzo 2007 Pepe Emidio
18.5 Montepulciano d’Abruzzo 2006 Valentini
18.5 Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic S.Martino Rosso 2007 Masciarelli
18.5 Montepulciano d’Abruzzo Tonì 2007 Cataldi Madonna
18 Montepulciano d’Abruzzo Mazzamurello 2007 Torre dei Beati
Campania
bianchi
18.5 Greco di Tufo 2009 Di Prisco
18 Fiano di Avellino 2008 Picariello Ciro
18 Greco di Tufo Terrantica Etichetta Bianca 2009 I Favati
rossi
18.5 Taurasi Poliphemo 2006 Tecce Luigi
18.5 Taurasi Riserva 2004 Perillo
18 Falerno del Massico Rosso Rampaniuci 2008 Migliozzi
18 Le Fole 2008 Cantina Giardino
18 Montevetrano 2008 Montevetrano
18 Taurasi Riserva Radici 2004 Mastroberardino
18 Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva 2005 Molettieri Salvatore
Puglia
rossi
18.5 Gioia del Colle Primitivo Riserva 2007 Chiaromonte Nicola
18 Gioia del Colle Primitivo “17” 2007 Polvanera
18 Graticciaia 2006 Agricole Vallone
18 Le Cruste 2008 Longo Alberto
18 Pier delle Vigne 2006 Botromagno
Basilicata
rossi
18.5 Aglianico del Vulture Titolo 2008 Fucci Elena
18 Aglianico del Vulture Basilisco 2007 Basilisco
18 Aglianico del Vulture Eleano 2006 Eleano
18 Aglianico del Vulture Gricos 2008 Grifalco della Lucania
18 Aglianico del Vulture Le Vigne a Capanno 2008 Tenuta del Portale
Calabria
rossi
18 Armacìa 2008 Costa Viola
18 Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Volvito 2007 Caparra & Siciliani
Sicilia
dolci
18.5 Moscato Passito di Pantelleria 2006 Ferrandes
18 Capofaro 2009 Tasca d’Almerita
18 Marsala Vergine Baglio Florio 1997 Florio
rossi
19 Contrada Rampante 2008 Passopisciaro
18.5 Etna Rosso M.I. 2008 Biondi
18 Etna Rosso Guardiola 2008 Terre Nere
18 Etna Rosso Il Musmeci 2008 Fessina
18 Etna Rosso Outis 2007 Biondi
18 Faro 2008 Bonavita
Sardegna
bianchi
18.5 Santigaini 2006 Capichera
18 Capichera 2008 Capichera
18 Vermentino di Gallura Branu 2009 Surrau
18 Vermentino di Gallura Cheremi 2009 Mura
dolci
20 Malvasia di Bosa 2006 Columbu
18 Vernaccia di Oristano Antico Gregori nm Contini Attilio
rossi
19 Cannonau di Sardegna S’Annada 2008 Sedilesu
18.5 Alghero Marchese di Villamarina 2006 Sella & Mosca
18 Cannonau di Sardegna Cortes 2008 Mura
18 Cannonau di Sardegna Mamuthone 2008 Sedilesu
18 Cannonau di Sardegna Riserva Dule 2007 Gabbas Giuseppe
sabato 18 settembre 2010
Ambasciatore italiano dello Champagne 2010. E' Italiano.
Il wine consultant di Milano ha proposto alla giuria la migliore “lezione sullo Champagne”, garantendosi la vittoria sugli altri due finalisti. si contenderà il titolo europeo di “Ambasciatore dello Champagne 2010” con altri 7 finalisti che si riuniranno per la finale a Epernay, in Champagne.
È Marco Chiesa (nella foto, a sinistra) ad aggiudicarsi la finale italiana concorso europeo “Ambasciatori dello Champagne 2010”, istituito dal Civc (Comité interprofessionnel du vin de Champagne) con l’obiettivo di premiare i professionisti del vino attivi nella formazione. Marco Chiesa, wine consultant di Milano, ha proposto alla giuria la migliore “lezione sullo Champagne”, garantendosi la vittoria sugli altri due finalisti, il fiorentino Andrea Gori e il bresciano Nicola Bonera. Nella prova finale ai candidati è stato richiesto di condurre la degustazione di quattro cuvée e di approfondire il tema “La diversità dello Champagne”, filo conduttore dell’edizione di quest’anno.
La giuria era composta da Egidio Fusco, membro dell’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) Lombardia, Davide Oltolini, giornalista e critico enogastronomico, Marco Anichini, Ambasciatore dello Champagne 2009, Daniel Lorson (nella foto, a destra), direttore della comunicazione del Civc, e Domenico Avolio, direttore del Centro informazioni Champagne in Italia.
Marco Chiesa si contenderà il titolo europeo di “Ambasciatore dello Champagne 2010” con altri 7 finalisti che si riuniranno per la finale europea a Epernay, in Champagne, dal 25 al 29 ottobre. Il Civc ha infatti lanciato il concorso in otto paesi europei (oltre all’Italia sono coinvolti Francia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Olanda e Svizzera), per consolidare il proprio rapporto con i professionisti dello Champagne e riconoscere l’alto valore pedagogico del loro lavoro.
Il Centro informazioni Champagne rappresenta in Italia il Civc (Comité interprofessionnel du vin de Champagne), con sede a Epernay. Il Civc riunisce e rappresenta tutte le maison e i viticoltori della Champagne. La missione fondamentale del Centro informazioni Champagne è incentrata soprattutto sulla promozione e protezione della denominazione Champagne sul mercato italiano.
È Marco Chiesa (nella foto, a sinistra) ad aggiudicarsi la finale italiana concorso europeo “Ambasciatori dello Champagne 2010”, istituito dal Civc (Comité interprofessionnel du vin de Champagne) con l’obiettivo di premiare i professionisti del vino attivi nella formazione. Marco Chiesa, wine consultant di Milano, ha proposto alla giuria la migliore “lezione sullo Champagne”, garantendosi la vittoria sugli altri due finalisti, il fiorentino Andrea Gori e il bresciano Nicola Bonera. Nella prova finale ai candidati è stato richiesto di condurre la degustazione di quattro cuvée e di approfondire il tema “La diversità dello Champagne”, filo conduttore dell’edizione di quest’anno.
La giuria era composta da Egidio Fusco, membro dell’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) Lombardia, Davide Oltolini, giornalista e critico enogastronomico, Marco Anichini, Ambasciatore dello Champagne 2009, Daniel Lorson (nella foto, a destra), direttore della comunicazione del Civc, e Domenico Avolio, direttore del Centro informazioni Champagne in Italia.
Marco Chiesa si contenderà il titolo europeo di “Ambasciatore dello Champagne 2010” con altri 7 finalisti che si riuniranno per la finale europea a Epernay, in Champagne, dal 25 al 29 ottobre. Il Civc ha infatti lanciato il concorso in otto paesi europei (oltre all’Italia sono coinvolti Francia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Olanda e Svizzera), per consolidare il proprio rapporto con i professionisti dello Champagne e riconoscere l’alto valore pedagogico del loro lavoro.
Il Centro informazioni Champagne rappresenta in Italia il Civc (Comité interprofessionnel du vin de Champagne), con sede a Epernay. Il Civc riunisce e rappresenta tutte le maison e i viticoltori della Champagne. La missione fondamentale del Centro informazioni Champagne è incentrata soprattutto sulla promozione e protezione della denominazione Champagne sul mercato italiano.
sabato 11 settembre 2010
Champagne, al via la vendemmia.
La vendemmia ha avuto inizio il 10 settembre in alcune zone, mentre i settori più tardivi il 23. I parametri preannunciano una vendemmia di qualità. I viticoltori e le maison hanno raggiunto l’accordo per una resa disponibile di 10.500 kg per ettaro e per una resa massima autorizzata di 12mila kg.
Come ogni anno gli Champenois hanno fissato le date per la raccolta per ciascun vitigno e per ognuno dei 319 cru della denominazione Champagne. La vendemmia ha avuto inizio il 10 settembre in alcune zone, mentre i settori più tardivi dovranno attendere fino al 23 settembre.
Il 2010 ha avuto inizio con qualche gelata e lo sviluppo delle gemme è stato un po’ tardivo rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Il tempo, eccezionalmente bello e caldo di luglio ha permesso ai vigneti di recuperare rapidamente senza che il clima incerto di agosto frenasse la maturazione. Le piogge di fine agosto hanno favorito lo sviluppo dei grappoli e hanno apportato la necessaria umidità al suolo. I parametri analitici preannunciano una vendemmia di qualità.
I viticoltori e le maison hanno raggiunto l’accordo per una resa disponibile di 10.500 kg per ettaro e per una resa massima autorizzata di 12.000 kg per ettaro. L’obiettivo è di sostenere la ripresa delle esportazioni che fanno registrare una crescita del 16% sui primi sette mesi dell’anno.
lunedì 6 settembre 2010
Slow Wine, la guida ai vini di Slow Food
Slow Wine è la guida ai vini italiani di Slow Food in uscita ad ottobre. Scaturisce dal nuovo approccio, grazie al quale il vino è diventato veicolo per descrivere il territorio. Infatti la vera svolta che c’è dietro alla guida sono le 2mila visite in cantina con più di 150 collaboratori coinvolti
Slow Wine è la nuova guida ai vini italiani di Slow Food che uscirà in ottobre. «Questa guida è figlia dei numerosi stimoli che continuamente ci giungono dagli amanti del vino della nostra rete associativa: l’enologia è sempre presente nel pensiero e nelle iniziative Slow Food. Voglio perciò sottolineare che questa pubblicazione è solo una parte del nostro impegno dedicato alla vitivinicoltura. Abbiamo infatti altre iniziative editoriali, i Master of Food, il sito slowine.it, ripartiranno i Presìdi del vino, il vino è protagonista in tutti gli eventi dell’associazione… La guida è un progetto che nasce con molte nuove idee e il contributo di molte nuove persone» ha detto Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia.
Marco Bolasco, direttore Slow Food Editore: «Slow Wine è anche il frutto del notevole sforzo e lavoro della nostra casa editrice, con l’impiego di risorse e intelligenze nuove e un partner importante come Giunti. A riprova di questo voglio annunciare che ci saranno le edizioni in inglese e tedesco, il formato elettronico e le relative applicazioni per smartphone, e il libro avrà grafica e linguaggio innovativi. Slow Wine uscirà con una presentazione ufficiale il 20 ottobre, degna anteprima del Salone Internazionale del Gusto (21-25 ottobre, Torino)».
Due i curatori della guida. Giancarlo Gariglio: «Era necessaria una riflessione e un sostanziale cambiamento nell’affrontare il mondo vino, un panorama molto dinamico. Secondo noi bisogna spostare l’attenzione dal mero bicchiere a tutto ciò che sta dietro, a partire dalle cantine, per avere una valutazione completa, precisa e affidabile. Slow Wine scaturisce da questo nuovo approccio, grazie al quale il vino è diventato veicolo per descrivere il territorio. Infatti la vera svolta che c’è dietro alla guida sono le 2000 visite in cantina con più di 150 colaboratori coinvolti. Un fatto unico nel panorama delle guide enologiche nazionali e possibile grazie alla rete associativa Slow Food. Abbiamo voluto conoscere le donne e gli uomini che lavorano in vigna». «Adottando questo nuovo approccio» continua Gariglio «abbiamo voluto mettere in campo una diversa metodologia di valutazione, che si basa su tre parametri: rapporto qualità prezzo, eccellenza del prodotto e vicinanza alla filosofia Slow Food nelle pratiche dell’azienda (ecosostenibilità, legame con il territorio, valori socio-culturali quali il recupero di vitigni autoctoni o impianti tradizionali, appartenenza a realtà territoriali particolari quali la montagna…). Speriamo così di riuscire a esplicitare il vino in tutta la sua complessità, valore e peculiarità unici. E con i tre parametri valuteremo anche le cantine. Non utilizzeremo però punteggi, ma giudizi. Un metodo che garantisce completezza e profondità alla valutazione per conoscere gli uomini, le vigne e i vini, le tre parole chiave di Slow Wine».
L’altro curatore, Fabio Giavedoni: «Abbiamo organizzato incontri su tutto il territorio italiano per definire il format dei giudizi. Slow Wine si basa sulle visite in cantina per un rapporto diretto con i produttori. Ma non si sono abbandonate pratiche assodate. Successivamente infatti si passerà alla fase dell’assaggio, che si svolgerà in maniera tradizionale (alla cieca). Novità e continuità accompagnano così il giudizio. Nelle schede ci saranno inoltre “carte d’idenità” delle cantine con le informazioni che i vignaioli ci hanno fornito sotto propria responsabilità, una sorta di autocertificazione, ma con la garanzia del rapporto che abbiamo instaurato con loro. Oltre ai 150 collaboratori, al panel di valutazione si è aggiunto un team di “ospiti” italiani ed esteri, costituito da giornalisti, grandi appassionati, enotecari, blogger e importanti sommelier. Segno che Slow Wine è un’opera aperta: novità, tradizione e contaminazione».
Slow Wine è la nuova guida ai vini italiani di Slow Food che uscirà in ottobre. «Questa guida è figlia dei numerosi stimoli che continuamente ci giungono dagli amanti del vino della nostra rete associativa: l’enologia è sempre presente nel pensiero e nelle iniziative Slow Food. Voglio perciò sottolineare che questa pubblicazione è solo una parte del nostro impegno dedicato alla vitivinicoltura. Abbiamo infatti altre iniziative editoriali, i Master of Food, il sito slowine.it, ripartiranno i Presìdi del vino, il vino è protagonista in tutti gli eventi dell’associazione… La guida è un progetto che nasce con molte nuove idee e il contributo di molte nuove persone» ha detto Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia.
Marco Bolasco, direttore Slow Food Editore: «Slow Wine è anche il frutto del notevole sforzo e lavoro della nostra casa editrice, con l’impiego di risorse e intelligenze nuove e un partner importante come Giunti. A riprova di questo voglio annunciare che ci saranno le edizioni in inglese e tedesco, il formato elettronico e le relative applicazioni per smartphone, e il libro avrà grafica e linguaggio innovativi. Slow Wine uscirà con una presentazione ufficiale il 20 ottobre, degna anteprima del Salone Internazionale del Gusto (21-25 ottobre, Torino)».
Due i curatori della guida. Giancarlo Gariglio: «Era necessaria una riflessione e un sostanziale cambiamento nell’affrontare il mondo vino, un panorama molto dinamico. Secondo noi bisogna spostare l’attenzione dal mero bicchiere a tutto ciò che sta dietro, a partire dalle cantine, per avere una valutazione completa, precisa e affidabile. Slow Wine scaturisce da questo nuovo approccio, grazie al quale il vino è diventato veicolo per descrivere il territorio. Infatti la vera svolta che c’è dietro alla guida sono le 2000 visite in cantina con più di 150 colaboratori coinvolti. Un fatto unico nel panorama delle guide enologiche nazionali e possibile grazie alla rete associativa Slow Food. Abbiamo voluto conoscere le donne e gli uomini che lavorano in vigna». «Adottando questo nuovo approccio» continua Gariglio «abbiamo voluto mettere in campo una diversa metodologia di valutazione, che si basa su tre parametri: rapporto qualità prezzo, eccellenza del prodotto e vicinanza alla filosofia Slow Food nelle pratiche dell’azienda (ecosostenibilità, legame con il territorio, valori socio-culturali quali il recupero di vitigni autoctoni o impianti tradizionali, appartenenza a realtà territoriali particolari quali la montagna…). Speriamo così di riuscire a esplicitare il vino in tutta la sua complessità, valore e peculiarità unici. E con i tre parametri valuteremo anche le cantine. Non utilizzeremo però punteggi, ma giudizi. Un metodo che garantisce completezza e profondità alla valutazione per conoscere gli uomini, le vigne e i vini, le tre parole chiave di Slow Wine».
L’altro curatore, Fabio Giavedoni: «Abbiamo organizzato incontri su tutto il territorio italiano per definire il format dei giudizi. Slow Wine si basa sulle visite in cantina per un rapporto diretto con i produttori. Ma non si sono abbandonate pratiche assodate. Successivamente infatti si passerà alla fase dell’assaggio, che si svolgerà in maniera tradizionale (alla cieca). Novità e continuità accompagnano così il giudizio. Nelle schede ci saranno inoltre “carte d’idenità” delle cantine con le informazioni che i vignaioli ci hanno fornito sotto propria responsabilità, una sorta di autocertificazione, ma con la garanzia del rapporto che abbiamo instaurato con loro. Oltre ai 150 collaboratori, al panel di valutazione si è aggiunto un team di “ospiti” italiani ed esteri, costituito da giornalisti, grandi appassionati, enotecari, blogger e importanti sommelier. Segno che Slow Wine è un’opera aperta: novità, tradizione e contaminazione».
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